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Home I Grandi Portieri Sepp Maier
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Sepp Maier

fotografia sepp maier Sventolava nell'aria come un lembo di bandiera. Un guardiano che c'era e bastava saperlo, agli avversari, per aver quasi timore di provare a infrangere quella specie di muro rappresentato dal fisico imponente, dallo sguardo trasparente e dalla mascella forte e ossuta, così tedesca da rimandare nell'immaginario collettivo alla durezza di certe iconografie che hanno fatto la storia terribile di questo secolo.

Joseph Maier, detto Sepp, è stato il più grande portiere del calcio tedesco e uno dei più sicuri della storia del calcio mondiale. Uno scattante custode capace di subire soltanto 75 reti nelle 95 partite giocate con la Nazionale. Nacque a Metten, in Baviera, il 28 febbraio 1944. Portiere lo era già nel fisico secco e lungo, che gli consentiva da bambino di primeggiare tra i compagni di giochi. La sua prima squadra fu il TSV Haar, da dove a quattordici anni si trasferì nelle giovanili del Bayern di Monaco. In quel vivaio si ritrovò nel pieno di una fioritura di eccezionali talenti, con compagni come Beckenbauer e Gerd Müller. A diciotto anni debuttava in prima squadra, diventando rapidamente titolare e partecipando alla irresistibile ascesa del club dalla serie cadetta ai vertici europei e mondiali. Il fisico asciutto (1,83 per 77 chili) e l'elasticità di movimenti ne fanno un agilissimo interprete del ruolo. Soprannominato "Il Gatto", Maier diventa rapidamente uno dei punti di forza della squadra grazie anche alla tempra fisica indistruttibile: dal 1966 al 1979, per tredici stagioni di fila non salta una partita di Bundesliga.

Impressionante la sua bacheca di successi col club bavarese: quattro titoli nazionali, quattro coppe di Germania, tre Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa Intercontinentale. In Nazionale fa il suo esordio il 4 maggio 1966 in un'amichevole vinta 4-0 con l'lrlanda a Dublino, che gli vale l'inclusione nella lista dei 22 per i Mondiali inglesi, dove resta nell'ombra del titolare Tilkowski, di cui è destinato a superare di gran lunga il primato di presenze nella "Nationalmannschaft" per un portiere, 39. Giudicato incerto dopo i primi incontri in Nazionale, fa ricredere i suoi critici, perfezionando la trattenuta del pallone dopo l'intervento e il senso della posizione, che diventano i suoi punti forti, assieme alla prodigiosa agilità, al piazzamento sui calci di punizione e ai tu per tu con l'attaccante lanciato a rete.

Gioca il Mondiale 1970, vince gli Europei 1972 e il Mondiale 1974, nella sua Monaco, dove le sue sensazionali prodezze nel secondo tempo della finale con l'Olanda hanno un peso decisivo sull'assegnazione del titolo. Memorabile il duello con Neeskens, davanti ai cui tiri si para invariabilmente la grande ombra celeste, invalicabile barriera tra l'ambizione e gli esiti. La sua carriera si interrompe improvvisamente nell'estate del 1979 quando, all'alba di una notte senza luna, si infrange con l'auto contro un lampione, riportando gravi ferite, tra cui la frattura dell'avambraccio destro e una lacerazione del diaframma che gli preclude la continuazione dell'attività agonistica.

fonte: http://www.storiedicalcio.altervista.org/