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Home I Grandi Portieri Gordon Banks
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Gordon Banks

fotografia gordon banks La tradizione vuole che sia sua la parata più straordinaria di tutti i tempi, noblesse oblige su Pelé. Capitò al Mondiale 1970, i campioni uscenti inglesi affrontavano i futuri successori a Guadalajara, a un certo punto il leggendario "rey" del calcio mondiale salì altissimo, come soleva, a raccogliere un cross di Jarzinho per schiacciarlo dall'alto in basso col suo tipico colpo di testa che equivaleva a un'esecuzione, a un metro dalla linea del gol: dal palo opposto, Banks scattò in un volo prodigioso, arrivando all'altro estremo della porta fino a colpire la palla col pugno mentre stava rimbalzando da terra verso il fondo della rete e ad alzarla sopra la traversa. Si ebbe i compli-menti del grande avversario, che d'altronde non fece poi mistero, assieme a Greaves e Bobby Charlton, di considerarlo "il migliore del mondo".

Era nato il 20 dicembre 1937 e cresciuto nella rinomata "accademia dei portieri" del Chersterfield, nelle cui file aveva esordito a diciotto anni, per diventare titolare a venti. Riconosceva come maestri Bert Williams del Wolverhampton, portiere dell'Inghilterra dal 1949 al 1956, e il leggendario Bert Trautmann, tedesco, ex prigioniero di guerra, grande numero uno del Manchester City dal 1949 al 1963. Nel 1959 passò al Leicester City. Esordì tardi in Nazionale, in quanto "chiuso" da Springett. Quando a quest'ultimo fu imputato il tracollo parigino del febbraio 1963 in Coppa Europa (Francia-Inghilterra 5-2), arrivò finalmente il turno di Gordon Banks, che esordì il 6 aprile 1963 a Wembley contro la Scozia, peraltro con un'altra sconfitta (1-2), nella finale del campionato interbritannico. Da allora il posto fu suo e legittimamente, come confermò subendo solo tre reti al Mondiale vittorioso giocato in casa nel 1966.

Agilissimo nonostante la stazza, formidabile nel colpo di reni, aveva colpo d'occhio e senso del piazza-mento, uniti al carisma che ne faceva il leader della difesa. Venne chiamato "Banks of England", a significare l'aurea sicurezza che rappresentava per la sua Nazionale. La sua fama si estese nel mondo, venne considerato in lizza col grandissimo Jascin per la palma di miglior estremo difensore del mondo. Nella primavera del 1967 passò allo Stoke City, con cui nel 1972 vinse la Coppa di Lega, già conquistata col Leicester. Chiuse con la Nazionale il 27 maggio 1972 (vittoria in Scozia per 1 -0), con 73 presenze, nel pieno della maturità.

Il 1 ottobre 1972, di ritorno in auto a casa da una seduta col massaggiatore, a seguito di un sorpasso azzardato si scontrò frontalmente con un'altra auto, restando ferito irreparabilmente all'occhio destro, che perse la vista. Si dedicò allora alle giovanili dello Stoke City (nel febbraio 1975 accompagnò al Torneo di Viareggio i suoi deludenti ragazzi). Ma dopo qualche tempo, incredibilmente, cedette al richiamo del campo: riprese negli Stati Uniti, giocando due stagioni (1978 e 1979), pur cieco da un occhio, con il Fort Lauderdale. Un'impresa che alimentò vieppiù la sua leggenda di straordinario fuoriclasse.

fonte: http://www.storiedicalcio.altervista.org/